Lo Zafferano DOP

Fiori zafferano

Lo Zafferano dell'Aquila (registrato all'Albo Nazionale dei Sementi come Crocus Sativus L. cv Piano di Navelli - L'Aquila) è un cultivar tipico dell'Aquilano distinto agronomicamente e merceologicamente da quello prodotto in altre zone d'Italia e in altri paesi del mondo.
Lo Zafferano dell'Aquila è ricercato da secoli dai più esigenti buongustai del mondo in quanto è il risultato della combinazione di una serie di elementi che nel loro insieme ne determinano la qualità eccellente e non replicabile. Questi elementi sono: un tipo di coltivazione unica che si tramanda nei secoli di generazione in generazione soltanto in questa zona, un territorio e un microclima che si sono rivelati ideali per tale tipo di coltura ed il duro lavoro di donne e uomini che ogni anno svolgono con amore e disciplina ogni fase della produzione nel rispetto della tradizione.
Lo Zafferano dell'Aquila si caratterizza per la lunghezza degli stimmi, per l'alto contenuto in safranale che determina il potere aromatico, nonché per l'elevato potere colorante e per le maggiori dimensioni dei bulbo-tuberi.

La pianta di zafferano essendo uno sterile triploide non esiste allo stato spontaneo ed è incapace di produrre frutti e semi. Lo zafferano si riproduce solo per via vegetativa e questa funzione è favorita dalla coltivazione che nel caso particolare dello Zafferano dell'Aquila è diventata un'arte. Gli agricoltori intervenendo periodicamente sul ciclo di vita dello zafferano evitano il naturale e graduale rimpicciolimento dei bulbi lasciati nel terreno, con le concimazioni li riportano alle normali dimensioni e con una selezione annuale li rendono immuni da alcune malattie, favorendo al tempo stesso la conservazione dei preziosi caratteri morfologici e fitochimici. Da ciò deriva che lo Zafferano dell'Aquila è il più selezionato del mondo e perciò il più pregiato. La tipologia di coltivazione determina le diversità tra lo zafferano di differente provenienza per quanto riguarda i caratteri morfometrici che possono essere diversi per effetto della selezione legata alla coltivazione, per i fattori di adattabilità ambientale (clima e suolo) e per il contenuto percentuale di alcuni principi fitochimici degli stimmi.

Si dice, ma non ci sono notizie certe a riguardo, che l'arte della coltivazione dello Zafferano dell'Aquila fu perfezionata nel medioevo da un frate dell'ordine dei Domenicani. Il frate, di ritorno nel suo paese natale nel contado Aquilano, che secondo alcuni storici era Stiffe, dalla Spagna dove era andato in missione per sopperire con la predicazione alla miseria spirituale del popolo cristiano e per combattere l'eresia, modificò le pratiche colturali spagnole adattandole al clima ed al suolo della zona. Per far ciò sviluppò per la prima volta la coltura a ciclo annuale. Tale pratica colturale aquilana differisce da quella di altri Paesi come la Spagna, la Grecia, l'India e come in Sardegna, dove in genere si usa lasciare i bulbo-tuberi nel terreno dai 3 agli 8 anni (coltura poliennale).

L'uso in cucina

Zafferano

Le virtù dello zafferano sono quindi note fin dall'antichità. Il suo utilizzo in cucina è oggi sinonimo di ricercatezza ed alta qualità. Un grammo di Zafferano dell'Aquila in stimmi è sufficiente per la preparazione di 10-12 porzioni di risotto. In genere si usa mettere un pizzico di stimmi di zafferano in un bicchiere con un po' di acqua calda e lo si lascia sciogliere per alcuni minuti prima di versare il contenuto nel brodo, insieme con tutti gli stimmi.